XIV Convocazione Regionale RnS
Basilicata
Metaponto (Mt) 26 novembre 2006
“La speranza poi non delude, perché
l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo
dello Spirito Santo che ci è stato dato”
(Rm 5,5)
Oltre 2500
fedeli hanno preso parte alla XIV Convocazione Regionale del
Rinnovamento di Basilicata che si è svolta a Metaponto lo scorso
26 novembre.
Al loro arrivo,
i convenuti sono stati invitati a “colorare” la regione lucana.
Una cartina della Basilicata bianca e vuota si è andata così
gradualmente colorando e definendo man mano che i coordinatori
diocesani hanno portato i confini colorati della loro diocesi di
appartenenza. Il risultato: una Basilicata riempita da sei
colori, segno della diversità delle nostre diocesi, al cui
centro emerge il volto di Gesù, a testimoniare il nostro
desiderio di fare di Gesù il cuore della nostra terra, il cuore
del mondo!
In un clima di
gioia e comunione, sventolando i fazzolettini colorati
consegnati all’ingresso, l’assemblea ha accolto S.E. Mons.
Agostino Superbo, presidente della conferenza episcopale
della Basilicata. Richiamando il mandato che i vescovi lucani
hanno consegnato al laicato cattolico lucano, il vescovo ci ha
esortato a creare “laboratori della cultura di Pentecoste”
testimoniando “la gioia della fede” e a divenire “fermento e
lievito in tutte le realtà della Basilicata”, combattendo “i tre
peccati sociali della regione: subalternità, sudditanza e
collateralismo”.
“Siate lieti, coraggiosi e costanti nella fede – ha esortato
alla fine del suo intervento – e portate il vostro ardore per
riscaldare e trasformare il mondo”.
Come
“riscaldare il mondo”? Con un cuore pieno di fede in Gesù e
sospinto da quella speranza che “non delude perché l’amore di
Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito
Santo che ci è stato dato” (Rm 5,5), il tema della nostra
convocazione illustrato da Mario Landi.
Il
credente – ha spiegato nel suo intervento – rigenerato dalla
misericordia di Dio è colui che porta la speranza viva nel
mondo. Questa speranza viva non è un’idea astratta ma è una
persona: Gesù Cristo”. “Questa rigenerazione nella misericordia
di Dio deve essere vissuta quotidianamente – ha precisato –
altrimenti si rischia di professare una speranza morta”.
Per essere
davvero fermento e lievito del mondo, i cristiani non devono,
non possono essere rassegnati, disperati, o legati ad
un’esperienza episodica di Dio, in virtù della quale si confida
in Dio nella misura in cui esaudisce le nostre preghiere. Al
contrario, i cristiani devono essere pieni di speranza, sempre
fiduciosi nella misericordia del Padre, abbandonati al suo
volere. “Per questo motivo - ha concluso - la nostra vita deve
essere toccata dall’effusione dello Spirito Santo, il solo che
può infondere nel cuore dell’uomo la speranza viva che non
delude”.
La mattinata si
è conclusa con la celebrazione eucaristica presieduta dal
Vescovo di Tricarico, S. E. Mons. Vincenzo Orofino che ci
ha richiamato al dovere e all’impegno di vivere ciascuno secondo
la propria vocazione. Un sacerdote, allora, testimonierà Cristo
mostrando amore per la sua vita consacrata, come un padre di
famiglia testimonierà la sua fede amando la sua famiglia. Questa
è la diversità dei carismi e solo vivendola con coerenza la
Chiesa può diventare segno tangibile nel mondo.
La sessione
pomeridiana si è aperta con un tempo di festa e con la gioia dei
più piccoli. Sulle note del canto “Luce del mondo” i
partecipanti al Meeting dei bimbi (svoltosi in contemporanea
alla Convocazione) hanno portato ciascuno delle candele che
hanno poi disegnato una grande fiammella, segno di una speranza
che non deve mai spegnersi.
Il pomeriggio è stato poi caratterizzato dalla toccante e
intensa adorazione eucaristica. Gesù eucaristia, fonte della
nostra speranza, è stato accolto dal silenzio adorante, dai
canti, dalle suppliche dei suoi figli, che hanno sperimentato la
sua misericordia e una profonda conversione. Giovani, anziani,
famiglie hanno piegato le loro ginocchia davanti a Gesù e hanno
invocato la sua potente guarigione su tutte quelle situazioni
bisognose di speranza e di una nuova luce.
Con il cuore
pieno di gratitudine per quanto Dio ha operato, l’abbiamo
ringraziato con le parole del Salmo 137 (138) donatoci a
conclusione dell’adorazione:
“Ti rendo grazie, Signore, con tutto
il cuore: hai ascoltato le parole della mia bocca. A te voglio
cantare davanti agli angeli, mi prostro verso il
tuo tempio santo. Rendo grazie al tuo nome per la tua fedeltà e
la tua misericordia: hai reso la tua promessa più grande di ogni
fama. Nel giorno in cui ti ho invocato, mi
hai risposto, hai accresciuto in me la forza.”
E nel segno
della gratitudine si è conclusa la giornata con l’intervento
finale di Lindo Monaco, coordinatore regionale. “Coloro
che portano la speranza - ha spiegato - sono coloro che sanno
ringraziare Dio” e a nome dell’intera comunità regionale ha
ringraziato il Padre per la nostra XIV convocazione regionale e
per gli eventi che l’hanno preceduta.
Infatti,
all’indomani del convegno della cultura di Pentecoste (24
novembre 2006) si sono aperti nuovi scenari per la creazione di
autentici “spazi di riflessione sincera” e di vera fraternità
anche con le altre aggregazioni laicali della nostra regione. La
diffusione della cultura di Pentecoste diventa, allora, risposta
all’invito di Giovanni Paolo II, ma anche alle esortazioni dei
nostri vescovi che ci chiamano ad essere “costruttori di
futuro”, un futuro costruito - ha concluso il coordinatore -
sull'unica verità che è Cristo Gesù, Signore della nostra vita".
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